pre e post-menopausa

Atrofia in menopausa: di cosa si tratta e come gestirla

L'atrofia in menopausa è una condizione che comporta diversi disturbi intimi e che purtroppo è sempre più diffusa. Ecco di cosa si tratta e come gestirla.

Una donna su due soffre o verrà colpita da atrofia in menopausa, una condizione che comporta diversi disturbi intimi e che purtroppo è sempre più diffusa, complice l’aumentare della durata della vita. Con l’avanzare dell’età, infatti, la fisiologica diminuzione di estrogeni provoca una progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e vulvare, che porta a un assottigliamento delle pareti della vagina che diventano più fragili e meno lubrificate.

Riconoscere i campanelli d’allarme è il primo passo per prendere consapevolezza di quanto sta succedendo e, quindi, per poter prendere le contromisure più opportune.

 

I sintomi

I sintomi che solitamente accompagnano questo disturbo sono:

-riduzione della lubrificazione vaginale,

-minore elasticità dei tessuti,

-irritazione, bruciore, prurito, infiammazione intimi,

-dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).

La maggiore sensibilità a microtraumi, con la possibilità anche di lievi perdite ematiche, e l’aumento del pH vaginale, che diventa quindi meno acido, possono inoltre esporre la donna a un rischio più elevato di vaginiti batteriche, micotiche e fastidi di tipo urologico quali le infiammazioni delle vie urinarie comunemente riconosciute con il termine di cistiti.

La tipologia e intensità dei disturbi può variare a seconda dell’età, della durata della menopausa, della frequenza dei rapporti sessuali e così via.

 

Le conseguenze sulle donne italiane

Un recente studio italiano (Nappi RE et al. Maturitas 2016; 91: 74–80) ha valutato l’impatto dell’atrofia sulle donne in menopausa del nostro Paese.

La secchezza vaginale appare come il disturbo più frequente (un problema per il 78% delle donne), seguita da dispareunia (dolore durante il rapporto sessuale) (31%) e irritazione vaginale (30%), senza differenze significative tra le Regioni. Dalla ricerca emerge come l’atrofia in menopausa faccia avvertire con più intensità il peso degli anni. Nel complesso, chi ne soffre avverte che qualcosa è cambiato nel suo organismo e una delle prime manifestazioni di disagio si ripercuote sulla femminilità, con quella sgradevole sensazione di frustrazione, per inadeguatezza nei confronti di se stessa principalmente, ma anche del partner, che in alcuni casi raggiunge anche la depressione. Infatti, la sfera sessuale ne risulta particolarmente colpita in termini di soddisfazione ma anche di relazione con il partner. Una donna su tre, inoltre, presenta anche una diminuzione del desiderio, sempre a causa della scomparsa di quegli ormoni, non soltanto gli estrogeni ma anche il testosterone, che in questo caso ricopre un ruolo di estrema importanza.

L’atrofia è una condizione particolarmente gravosa sulle donne italiane in post-menopausa, generalmente piene di vitalità: si stima infatti che la maggior parte (il 75%) sia sessualmente attiva.

 

Cosa fare?

La menopausa rappresenta un momento di transizione dal forte impatto sulla donna. Dal punto di vista simbolico, rappresenta il delicato passaggio dalla fase fertile a quella matura.

La diminuzione degli estrogeni, inoltre, può provocare sintomi sia di natura fisica (come vampate di calore, sbalzi della pressione arteriosa, osteoporosi, disturbi del sonno), sia di natura psico-affettiva (come irritabilità, affaticamento e ansia). In questo contesto già complesso, i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale, influenzano negativamente la sfera più intima della vita femminile, con importanti ripercussioni sia sull’autostima sia sulla qualità di vita personale e di coppia, contribuendo a rendere la quotidianità ulteriormente difficoltosa. Una situazione che viene aggravata dal fatto che la paziente spesso provi imbarazzo e preferisca non affrontare il problema, né a casa, né con gli operatori sanitari.

Ma il silenzio e l’attesa non fanno scomparire il disagio, anzi, lo amplificano. L’atrofia è infatti una condizione medica progressiva perché, purtroppo, con il tempo, i tessuti perdono sempre più lubrificazione ed elasticità e di conseguenza anche la capacità di risposta durante l’attività sessuale.

Il consiglio è quello di non chiudersi in sé ma parlarne al partner e, soprattutto, al medico.

Diagnosticare l’atrofia vulvo-vaginale in menopausa è infatti facile, è sufficiente una visita ginecologica, corredata, per esempio dalla determinazione dell’acidità (il pH) dei tessuti.

Oggi poi ci sono soluzioni sempre più mirate per questa condizione medica, lo specialista saprà dare tutte le informazioni del caso. Per esempio, i prodotti a base di acido ialuronico sono molto utili per ripristinare la qualità delle mucose e assicurare un buon livello di idratazione.

 

 

Dott.ssa Stefania Alfieri

Specializzata in Ginecologia e Ostetricia
Responsabile del centro per la Menopausa Medipro Sanità
San Lazzaro di Savena (BO)

 

 

Bibliografia

Nappi RE et al. Maturitas 91 (2016) 74–80

https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0378-5122(16)30141-4 Che cos’è l’AVV? La Professoressa Rossella Nappi ci spiega quali sono i sintomi e i possibili trattamenti. Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere

 

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