pre e post-menopausa

La menopausa e i suoi disturbi

La menopausa è una fase importante della vita della donna in cui il calo dei livelli di estrogeni comporta la comparsa di sintomi e cambiamenti nel corpo

La menopausa è un altro grande cambiamento a cui le donne vanno incontro nel corso della loro vita, come il menarca e la gravidanza. Per alcune donne è difficile affrontare ed accettare la menopausa con i suoi numerosi disturbi come gli sbalzi d’umore, l’interruzione del ciclo mestruale, i dolori osteoarticolari, l’osteoporosi, la secchezza vaginale, il calo della libido, il rallentamento del metabolismo e la diminuzione della tonicità muscolare. A peggiorare la situazione possono subentrare stress e depressione, ma con i giusti suggerimenti le pazienti possono migliorare molti aspetti di questa fase, traendo anche alcuni vantaggi.

I disturbi della menopausa sono dovuti fondamentalmente al “terremoto” ormonale a cui si va incontro quando cessa l’attività ovarica, in primis il crollo degli ormoni sessuali femminiligli estrogeni – che coinvolge il cervello e tutto l’organismo. Per far fronte a questo squilibrio ormonale, possono essere proposti 2 tipi di aiuto: uno naturale e l’altro medico. Il primo consiste nell’integrazione di fitoestrogeni, sostanze naturali presenti in piante che determinano effetti simili agli estrogeni, compensando il calo degli estrogeni in menopausa con benefici sui sintomi. Per ridurre i fastidiosi sintomi di secchezza vaginale, dolore durante l’atto sessuale (dispareunia), prurito e bruciore, tipici del calo di estrogeni che caratterizza la menopausa, molto utili e validi sono anche gli idratanti vaginali specifici: in particolare quelli a base di acido ialuronico ad azione prolungata, in grado di donare un’efficace e duratura idratazione e di facilitare la riparazione delle microlesioni da attrito che si formano nel tessuto vaginale che soffre di secchezza.

Dal punto di vista medico, invece, si può ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva, poco in uso in Italia ma che rappresenta sicuramente una possibilità da prendere in considerazione.Trattandosi di una terapia medica vera e propria deve essere valutata dal medico in base al caso specifico, ma l’indicazione generale è quella di avviare il trattamento sin dall’inizio della menopausa, con una durata variabile a seconda della donna.

Si possono poi dare vari consigli da seguire quotidianamente per mantenere uno stile di vita sano e attivo, particolarmente importante durante la menopausa, come per esempio: fare attenzione ad una corretta idratazione, bevendo almeno 1 litro e mezzo d’acqua al giorno e utilizzando creme idratanti su tutto il corpo; seguire una dieta povera di zuccheri e grassi e ricca di frutta, verdura, legumi, cereali, pesce e carni bianche; fare movimento, fondamentale per mantenere la tonicità e la forza muscolare, ridurre i dolori articolari e attivare il metabolismo; ridurre lo stress, concedendosi del tempo per sé stesse per fare ciò che piace, con benefici per il fisico e per la mente.

Anche dopo la menopausa è utile continuare a farsi visitare da un ginecologo, per non sottovalutare piccoli campanelli dall’allarme e fastidi che se sottovalutati possono portare a problemi più seri, in particolare in caso di sanguinamento anomalo, vulvovaginite atrofica (un’infiammazione della vagina che non dipende da microrganismi) e incontinenza urinaria (perdita involontaria di urina).

In caso di sanguinamento vaginale anomalo, la prima cosa da fare è escludere la presenza di tumori ginecologici (all’utero, alle ovaie). Le perdite di sangue dopo la menopausa possono essere dovute, infatti, anche a malattie benigne, come alterazioni del tessuto endometriale o vaginite atrofica.

La vulvovaginite atrofica è un disturbo dovuto alla secchezza e all’assottigliamento dei genitali femminili per assenza di estrogeni. Questa condizione rende più facilmente esposti a infiammazioni e provoca generalmente una sensazione di fastidio, in alcuni casi anche molto acuta ma risolvibile con l’uso di idratanti vaginali a base di acido ialuronico ad azione prolungata o con creme a base di estrogeni.

L’incontinenza urinaria può essere essenzialmente di 2 tipi: da sforzo, quando la perdita avviene in caso di starnuto, colpo di tosse o altri movimenti che richiedono uno sforzo addominale, o da urgenza quando non si riesce a controllare con la volontà lo stimolo di urinare e si sente l’urgenza di correre alla toilette, bagnandosi però di urina prima ancora di raggiungerla. In entrambi i casi la situazione va valutata con il medico, che potrà consigliare una terapia farmacologica o, eventualmente, anche un intervento chirurgico e altre cure.

 

 

Dott.ssa Ilaria Dellacasa

Specialista in Ostetricia e Ginecologia

 

 

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